“Yakh dar Behesht” per dolci suggestioni persiane

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Yakh dar behesht,  che tradotto vuol dire “Ghiaccio in paradiso”,  è il suggestivo nome di questo delicato dolce persiano.

Lo avevo assaggiato per la prima volta anni fa in un ristorante di Londra e ora, trovando la ricetta sul bellissimo libro “Pomegranate & Roses”, ho voluto provare a farlo per ritrovare il ricordo di quel delicatissimo gusto che era riuscito a portarmi con l’immaginazione in terre lontane. Rispetto alla ricetta originale ho aggiunto dei chicchi di melograno, ricreando quindi l’abbinamento che ci riporta proprio al titolo del libro.  La consistenza del dolce,  che ricorda quella di un budino, crea un bel contrasto con quella croccante della granella di pistacchio e con i succosi chicchi di melograno.

Leggero e incredibilmente aromatico, grazie all’aggiunta dell’acqua di rose, trovo sia un dolce perfetto da servire a fine cena particolarmente in questa stagione in cui la fioritura delle rose raggiunge il suo picco.

In Persia, fin dall’antichità, sia le persone che i cibi sono divisi in “caldi” e “freddi”, e questo non in base alla temperatura ma secondo una catalogazione che prende il nome di Unani. E’ tradizione in Iran per le persone sapere a quale delle due categorie si appartiene e quindi istintivamente mangiare più cibi della categoria opposta per creare un giusto equilibrio all’interno del proprio corpo che permette di mantenerlo in buona salute.

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In questi dolcetti l’acqua di rose, che regala un aroma molto fresco e floreale, appartiene alla categoria del “Garmi” cioè caldo,  e il melograno alla categoria del “Sardi”, cioè freddo.

Quindi, a parte essere squisiti nella loro delicatezza e aromaticità, secondo la teoria dell’Unani, sono anche molto equilibrati.

Sarà per questo motivo, o perché sono così freschi e buoni, o anche perché riescono a soddisfare la voglia di dolce con pochissime calorie …ma quelli che ho fatto sono letteralmente andati a ruba!

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Nel ristorante di Londra il dolce mi era stato servito in coppette monoporzione, io l’ ho rifatto invece seguendo le indicazioni del libro in stampi di silicone a forma di cuore.  Devo ammettere che non è semplicissimo toglierli dallo stampino, per cui la prossima voltali rifarò penso di usare dei bei bicchierini in vetro trasparente o delle coppette in ceramica in cui l’effetto estetico è altrettanto bello.

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Cosa ti occorre:

dose per 6 porzioni

  • 500 ml di latte (io ho usato quello scremato)
  • 40 gr di farina di riso
  • 75 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio di acqua di rose
  • 3 bacche di cardamomo (schiacciate)
  • 2 cucchiai di granella di pistacchi
  • 6 cucchiai di chicchi di melograno

Come si fa:

Metti il latte, la farina di riso e lo zucchero in un pentolino su fuoco medio e continua a mescolare con un cucchiaio di legno fin quando non senti che si è sciolto tutto lo zucchero e la crema inizia ad addensarsi; ci vorranno circa una decina di minuti.

Aggiungi l’acqua di rose e le bacche di cardamomo e continua, sempre mescolando, a cuocere per un altro paio di minuti. Alla fine la consistenza sarà molto simile a quella della crema pasticciera.

A questo punto togli le bacche di cardamomo e metti la crema in stampini di silicone (oppure se preferisci in coppette o anche in un contenitore unico).

Fai raffreddare, poi metti in frigo per almeno un paio di ore prima di sformarli e decorarli con la granella di pistacchi, i chicchi di melograno e petali di rosa edibile a pezzettini.

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Collage

  • Ciao sandra! che dolce particolare…brava! inoltre bellissime foto ^_^ baci

    • Ciao Giulia! E’ un dolce davvero tanto fresco e aromatico….grazie per i complimenti!
      Un abbraccio forte..

  • Ciao Sandra… rapita dall’abbinamento… Sai quanto io ami le rose…!!! La
    Melagrana ad oggi l’ho abbinata allo spumante ma non ho mai pensato ( forse perché l’acquisto nei mesi freddi) a questo straordinario equilibrio …
    Bello come sempre anche il racconto e la magica atmosfera… Un abbraccio

    • Ciao Marianna, sai che non vedevo l’ora di provare l’acqua di rose che tu mi hai fatto scoprire! Leggendo questo libro ho visto che nella cucina persiana è usata tantissimo.
      Buona serata!

      • Oh si, in tutto il Medio Oriente e’ usata moltissimo , io mangiai i Lokum turchi da bambina e non ho mai smesso di amare le rose negli impasti dolci. Questo libro deve essere bellissimo… non lo conoscevo. Buona serata Sandra e spero davvero ci sia a breve un’occasione per vederci…

  • Sandra Pilacchi

    Sandra, Sandrina, io rimango sempre incantata davanti alle tue foto!
    e che bella la cucina persiana!!!

    • Cara Sandra! grazie… sapessi quante belle ricette ci sono in questo libro, mi sa presto passerò a provarne qualcuna di quelle salate, ce ne sono alcune di riso favolose.
      Un bacio

  • Che bello, Sandra! La foto di apertura mi ha attratta per la sua delicatezza e per i colori, che sono i miei preferiti in assoluto. Mi affascina questo dolce per i suoi sapori a noi sconosciuti, per il nome poetico ed evocativo, per la sua meravigliosa presentazione. Un capolavoro, mi piacerebbe provarlo.
    Un unico dubbio: vedo che non sono previsti gelificanti: riesce a stare in sé semplicemente con il passaggio in frigo? Non è troppo morbido?
    Non conoscevo nemmeno la tradizione dell’Unani (forse perché sono un’ignorantona in materia di cultura orientale?!) e la trovo molto affascinante! Chissà come si fa a capire a quale categoria di appartiene? Mi documenterò…
    Grazie per questo interessantissimo post! Buona giornata,
    Alice

    • Ciao Alice! Ti consiglio di provarlo perchè è davvero tanto fresco e aromatico. Ti confermo che non c’è nessun gelificante ma solo la farina di riso che fa da addensante. Come scrivevo nel post quando li togli dalle formine non vengono perfetti come nelle foto del libro, sicuramente aggiungendo un po di agar agar oppure di colla di pesce sarebbe più semplice. Io la prossima volta penso li farò appunto in bicchierini trasparenti. Il libro è anche molto bello da leggere perchè ci sono anche molte pagine di racconto…. Grazie ancora… un abbraccio