Scarola e fagioli – Iniziamo il nuovo anno con semplicità e leggerezza

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Passati i giorni dell’attesa e della festa, i brindisi e i banchetti, torna la voglia di cose semplici.

Scarola e fagioli è un piatto povero, tipico della tradizione napoletana.  Viene anche chiamato “pignato magro” per distinguerlo dal “pignato grasso” che sarebbe invece la minestra più ricca e laboriosa dedicata alle feste, detta anche “minestra maritata” in quanto le verdure si sposano con la carne.

Ricordo che quando avevamo l’orto mia mamma legava i cespi di scarola su se stessa con la rafia in modo da proteggere le foglie interne dalla luce e quindi farle diventare più bianche e croccanti, perfette per preparare una fresca insalata. Le foglie esterne venivan0 scartate e quelle di mezzo erano proprio dedicate o a un buon piatto di scarola e fagioli o, in alternativa, alla pizza di scarole.

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La bontà e la semplicità di questo piatto conferma che non c’è bisogno a tutti i costi di eccedere per essere ricordati. Questo non solo per i sapori.

Il mio augurio per il nuovo anno è che possiate godere e gioire della ricca, autentica semplicità di ciò che vi circonda. Di guardare avanti ogni giorno con impegno, coraggio e una buona dose di seria leggerezza.

Di non urlare contro la mediocrità che vi capiterà di incontrare, ma semplicemente di camminare oltre  a passo leggero. Semplicità e leggerezza… buon 2015!

Cosa ti occorre:

(dose per 2 persone)

  • 160 g di fagioli cannellini cotti
  • 1 grosso cespo di scarola liscia
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • 1 spicchio di aglio
  • peperoncino (secondo gusto)

Come si fa:

Soffriggi lo spicchio d’aglio in camicia, schiacciato, in una padella con i tre cucchiai di olio e il peperoncino, unisci i fagioli e lascia insaporire per circa 10 minuti. Sbollenta le foglie di scarola in acqua bollente salata per 2/3 minuti, scolale  (conserva un bicchiere dell’acqua di cottura) e mettile nella padella con i fagioli. Fai cuocere per circa 20 minuti aggiungendo man mano qualche cucchiaiata di acqua di cottura delle scarole che hai tenuto da parte. Regola di sale e fai riposare per qualche minuto prima di servire.

  • Giovanna Lombardi Gourmandia

    Ciao Sandra! Che bello essere qui! Bellissimo il tuo sito. Guarderò tutto. Anche perché vedo ricette nuove ed interessanti per me. Spero ci sia presto l’occasione per incontrarsi in qualche bella iniziativa AIFB. Anche solo sul web. Un abbraccio, Giovanna

    • Ciao Giovanna! Anch’io spero proprio che in questo nuovo anno ci siano più occasioni per incontrarsi…ormai sembra sia passato tantissimo tempo da Siena! Un abbraccio forte e mi fa tanto piacere leggerti qui! Ciaoooo

  • Oddio che meraviglia! Queste sono le ricette semplici e gustose che mi conquistano sempre.. adoro la pizza di scarole (che ogni tanto ho assaggiato da una mia amica salernitana che la prepara divinamente), ma non ho mai provato l’abbinamento scarola/fagioli, ma spero di riuscire a farlo presto!
    Buon 2015 all’insegna della semplicità, che è sempre la cosa migliore 🙂

    • Ciao Giulia! Se non hai mai assaggiato questo piatto io proprio te le consiglio, non ti lascia sensi di colpa in questi giorni in cui tutti proviamo a riprendere un po’ di alimentazione più leggera, ma allo stesso tempo ti soddisfa!
      Tanti cari auguri anche a te!

  • Ely Valsecchi

    Che buoni questi piatti della tradizione, poveri ma gustosi. Ricordo la pizza con la scarola che la mia vicina di casa mi portava sempre, una meraviglia…. Ti abbraccio e grazie per il tuo bel augurio che ricambio di cuore!

    • Grazie Ely! E’ vero anche la pizza con la scarola è una vera delizia!
      Un forte abbraccio anche a te!

  • Raffaele D’Urso

    Ciao Sandra,
    “Scarole e Fagioli” può apparire un’idea troppo ordinaria, ma, per me, è di grande suggestione.
    Sta fra i piatti a me più cari dell’infanzia: mio nonno, cuciniere ufficiale di casa, ne era un profondo estimatore, lo chiamava: “’E fasule ca nun vonne sta sule” (cioè “I fagioli che non amano star soli”).
    Se Neruda avesse conosciuto questa semplice prelibatezza (chissà forse a Capri la provò), avrebbe inserito fra le sue “Odas Elementales” un’Ode a Scarole e Fagioli !!!

    Abbracci e tulipani.

    • Caro Raffaele, tu non immagini quanto mi fa felice sapere di avere anche qualche lettore di sesso maschile! Ma che bella la frase di tuo nonno. A volte mi piacerebbe sentire proprio dalla voce delle persone anziane il racconto dei piatti della tradizione. Ti confesso che se potessi farei un libro di tutte le ricette di una volta raccontate dai nonni … E sono d’accordo, anche Neruda si sarebbe innamorato di scarola e fagioli : così semplice quanto gustoso!
      Un abbraccio anche a te e..al prossimo tulipano!