Melanzane in “saor” con robiola

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Questi ultimi giorni di lavoro prima delle vacanze sono giorni dai ritmi stranamente lenti. A parte il solito traffico in autostrada tutti siamo più rilassati. Sembra di vivere in un limbo felice in cui decisioni,  problemi e pianificazioni si rimandano e ci si gode un po’ di leggerezza. Si parla non solo di lavoro ma anche delle vacanze che ci aspettano o quelle appena finite. Chiacchierando del più e del meno si ha la sorpresa di scoprire angolature inaspettate del carattere di persone con cui durante tutto l’anno la conversazione è solo e sempre concentrata su argomenti lavorativi.

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In pausa pranzo giro in città che sembrano essere fantasma alla ricerca di qualche posto aperto dove mangiare. Sento echeggiare solo il rumore dei miei sandali sull’asfalto rovente.  A volte, complice la temperatura,  mi sento come la protagonista del film “mezzogiorno di fuoco”. Osservo le imposte delle case socchiuse per lasciar fuori la calura, i fiori un po’ appassiti sui davanzali. Cammino zigzagando per le strade alla ricerca dell’ombra trovando riparo dal sole sotto i portici e godendomi la carezza dell’ aria fresca che arriva passando vicino all’androne di un palazzo dalle mura spesse. Mi piace mangiare all’aperto nonostate il caldo asfissiante. E’ come se volessi farne scorta per i giorni freddi dell’inverno.

Proprio prima che chiudessero per ferie sono stata a mangiare “al Forno”, la trattoria di cui vi ho già parlato qui. Il cuoco riesce sempre a conquistarmi con qualche suo piatto e anche questa volta ci è riuscito con queste “melanzane in saor”.  L’ho incrociato mentre sbucava dalla cucina e sono riuscita a fargli un paio di domande che mi hanno permesso di riprodurre questa ricetta che io trovo veramente gustosissima e anche molto leggera in quanto le melanzane non sono fritte ma cotte al forno.

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Saor in dialetto veneto significa “sapore” ed è un’antichissima tecnica tradizionale veneziana che sembra risalire al 1300. La usavano i pescatori per mantenere saporito il pesce il più a lungo possibile durante i lunghi viaggi in mare usando gli ingredienti semplici e poveri che avevano a disposizione nella stiva. Adatta soprattutto alle sarde, veniva usata per insaporire anche altri tipi di pesce. La cipolla, unita all’aceto, non solo aggrediva i batteri ma  riusciva anche a camuffare il sapore del pesce quando non era più freschissimo. Per restare fedeli alla tradizione veneziana la cipolla da usare è quella  bianca di Chioggia, prodotta in provincia di Venezia,  Rovigo e nel comune di Ariano Polesine.    

Ah…dimenticavo: sono molto orgogliosa di dire che le melanzane sono del mio piccolo orto!

PicMonkey Collage

Cosa ti occorre

(dose per 4 persone)

  • 2 melanzane grandi
  • 3 cipolle bianche di Chioggia
  • 100 ml di aceto bianco di vino
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 pugno di uvetta
  • 1 pugno di pinoli
  • 1 robiola
  • olio EVO, sale e pepe qb

Come si fa:

  1. taglia le cipolle a fettine sottili e falle appassire in olio evo. Unisci il sale, il pepe e lo zucchero. Appena diventano quasi trasparenti aggiungi anche l’aceto e cuoci fin quando non è del tutto evaporata. Infine aggiungi l’uvetta precedentemente ammollata in acqua tipida e i pinoli
  2. Affetta le melenzane, mettile su una teglia rivestita di carta forno e fai cuocere cinque minuti per lato in forno a 240°
  3. Disponi le fette di melanzane direttamente sui piatti e alternale alle cipolle ancora calde. Lasciale riposare fin quando non sono fredde e servile con sopra una cucchiaiata di robiola
  • Lara Bianchini

    Bravissima cara, a me quest’anno invece è passata la voglia dell’orto, troppe cose da fare quello mi è diventato in più… e infatti a un certo punto è entrato in sciopero e non ne ha più voluto dapere di produrre alcunché, questa tua ricetta invece mi piace moltissimo. Io amo il saor, è una tecnica tra le mie preferite e metterei in saor tutto, zucca, zucchine e verdure varie, scampi e gamberi…. le melanzane però non le avevo mai pensate, devono essere golose.