La bazzoffia, un anticipo di primavera

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Tra una cicala e una formica sicuramente somiglio più alla seconda. La mia naturale tendenza è  quella di tenere sempre scorte oltre il reale bisogno. Inoltre mi piace catturare il sapore di una stagione mettendolo in un barattolo o in freezer. Quando quindi c’è la bella stagione qualche frutto preferito finisce in barattolo e le tenere verdurine in freezer!

Quest’anno posso dire con orgoglio che il mio piccolo orto, con la discreta produzione di piselli e fave, ha contribuito alle mie scorte. Quando ho visto il tema della 53ma sfida dell’MTChallange proposto da Vittoria, anche se non proprio in linea con la stagione invernale, senza esitazioni ho sentito che era venuto il momento di portare in tavola un anticipo di primavera. Così da da non ritrovarmi, come a volte accade, con le scorte dell’anno precedente ancora da finire,  all’arrivo delle primizie!

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Forse anche complici di questa decisione i pochi minuti di luce in più che le belle ma gelide giornate ci stanno regalando. Da perfetta formichina ho tirato fuori i miei sacchetti dal freezer pronta a fargli godere questo loro momento di gloria!

La bazzoffia è una zuppa antica, la cui origine viene da tempo indeterminato contesa tra i paesi di Sezze e di Priverno, entrambi comuni dell’Agro Pontino.  Una zuppa fatta in quelle poche settimane comprese tra la primavera e l’estate in cui le campagne offrono gli ingredienti utili a prepararla. Una tradizionale cena per quando gli uomini tornavano a casa dopo un’intensa giornata nei campi e che spesso veniva scaldata anche il giorno dopo diventando il loro pasto, consumato al riparo di qualche albero frondoso.

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E’ una zuppa che celebra l’arrivo delle prime verdure della primavera. Il carciofo di Sezze, ingrediente importante di questa zuppa,  gode di un particolare microclima: da un lato i Monti Lepini che lo proteggono dal freddo e dall’altro il mare con la sua brezza. Un carciofo tondeggiante e compatto, senza spine e particolarmente aromatico e tenero.  Ovviamente per la mia Bazzoffia non ho usato quelli di Sezze, la cui stagione è la primavera…purtroppo la scorsa primavera  li ho mangiati tutti da vera cicala!!!

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Con questa ricetta partecipo all’ Mtc n.53  

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Cosa ti occorre:

(dose per 4 persone)

  • 350 g di fave
  • 350 g piselli
  • 6 carciofi
  • 6 foglie di lattuga
  • 3 foglie di bieta
  • 4 uova
  • 1 cipolla ramata
  • 3 cucchiai di olio  evo
  • 6 fette di pane raffermo
  • Abbondante pecorino grattugiato
  • Sale, pepe (o se piace peperoncino) e aceto

Come si fa:

  1. Affetta sottilmente la cipolla e falla rosolare nell’olio
  2. Sbollenta le fave e elimina la pellicina, uniscile quindi alla cipolla. Aggiungi anche i piselli, le foglie di bieta e lattuga tagliate a striscioline e i carciofi mondati e tagliati a fette.Fai insaporire per qualche minuto, regola di sale e unisci 5 dl di acqua calda. Fai cuocere per un’ora a pentola semicoperta
  3. Per le uova porta a bollore dell’acqua con un pizzico di sale e  due cucchiai di aceto. Rompi un uovo alla volta in un piattino e fallo scivolare nell’acqua calda in cui con una frusta avrai fatto formare un mulinello nell’acqua. Togli l’uovo dall’acqua con un mestolo forato appena l’albume si è rappreso. Poggialo su un foglio di carta assorbente e continua allo stesso modo con le altre
  4. Ricopri con fettine di pane sottili le quatto ciotole, versaci sopra la zuppa. Aggiungi un uovo in ogni ciotola,  un’abbondante grattugiata di pecorino e completa con il pepe o il peperoncino
  5. Copri ogni ciotola con uno strofinaccio e lascia riposare almeno per mezz’ora prima di mangiarla in maniera tale che il pane si inzuppi bene. E’ una zuppa che in genere si mangia tiepida.

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Note e curiosità

  • La sagra del carciofo di Sezze (in provincia di Latina) si tiene ogni anno in Aprile per le strade del centro. In vari punti del paese si possono degustare i carciofi cucinati in svariate ricette tradizionali. Particolarmente saporiti quelli arrosto e alla giudia! Oltre alla gastronomia, per i vicoli e le piazze, si può godere di piccoli spettacoli, e esposizione dei più belli esemplari di carciofi coltivati dai produttori locali nelle belle campagne circostanti. Quella di quest’anno sarà la 47ma edizione!
  • Oltre alla Bazzoffia a Sezze ci sono altre squisite zuppe. Una delle più famose è “La zuppa di fasogli (fagioli)” a cui è anche dedicata una sagra. Altra zuppa, diffusa in particolare in estate è quella di cipolle e pomodori.  Entrambi si accompagnano da olive di gaeta e cipolle fresche
  • Vista la diffusione di tante zuppe tra i piatti tradizionali era usanza una volta nei panifici di Sezze vendere, oltre al pane fresco di giornata, anche quello raffermo.
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  • alessandra

    Son come te:stivo la dispensa come se l’indomani ci fosse una carestia-e poi magari mi ritrovo a dover consumar tutto in poco tempo, perchè sotto scadenza o per far posto ai prodotti nuovi. Però, quando si verifica la fortunata congiunzione astrale per cui il freezer incontra la ricetta giusta, la soddisfazione è immensa.
    Così come immensa è l’ammirazione per questa ricetta- l’ennesima che non conoscevo. Avete fatto un lavoro pregevolissimo, questo mese, con un recupero della memoria a tutto tondo, che parte dai vostri ricordi per investire il territorio e la tradizione: e tu ci hai aggiunto il tuo tocco personalissimo, fatto di eleganza, di misura, di stile. bravissima!

    • taccuinodicucina

      Cara Alessandra, grzie per le tue belle parole e anche per aver trovato il tempo di venire a leggere la mia ricetta proprio il giorno del tuo compleanno! Sono io che ammiro te e lo sai… un giorno mi spiegherai qual’è il tuo segreto per riuscire a fare 1000 e più cose in contemporanea 😉
      Grzie ancora e un fortissimo abbraccio
      Sandra

  • Vittoria

    Meno male che avevi le tue scorte così hai potuto farci conoscere questa zuppa che davvero ha tutto il sapore della primavera che stiamo aspettando! Con il pane e l’uovo in camicia diventa assolutamente un pasto completo.
    Non conoscevo il carciofo di Sezze ne la zuppa e mi rendo conto di quanto sia importante ogni post che leggo e ogni ricetta messa in gara. Stiamo raccogliendo veramente un patrimonio di tradizioni casalinghe e regionali, anzi locali.

    • taccuinodicucina

      Cara Vittoria, hai proprio ragione! Anch’io ogni tanto scopro delle ricette che proprio non conoscevo…dimostrazione del fatto che non si finisce veramente mai di scoprire questo grande patrimonio che abbiamo in Italia! Grazie a te per aver lanciato questa sfida così bella!
      Ciao
      Sandra

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