Canederli al radicchio rosso di Treviso IGP e pancetta – per l’MTC n.44

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I canederli li ho mangiati per la prima volta solo in età adulta, e questa è la prima volta che li preparo. Come sempre l’appuntamento mensile con l’ MTChallenge diventa una valida occasione per mettersi alla prova con ricette nuove! Questa volta dobbiamo ringraziare Monica del blog One in a Million.

Canederli,  chiamati anche  Knödel nella cucina tedesca e austriaca, qui in Italia sono diffusi nelle regioni del Nord Est;  in particolare in Trentino Alto Adige,  Friuli, alto Veneto e Valtellina. A seconda della regione o della città, prendono nomi differenti: in Friuli in genere si chiamano chineghi, a Trieste gnochi de pan e nelle Valli ladine (quindi principalmente nei comuni della Val Di Fassa, Val Gardena e Valle dell’Ampezzo) spesso vengono chiamati bales. Diversi nomi, diversi ingredienti ad arricchirli e diversi modi per servirli ma la base resta sempre quella: il pane.

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Un piatto tipico della tradizione contadina, quando con la fantasia, come spesso accade quando si hanno poche risorse a disposizione, ci si ingegnava per creare nuovi modi per rendere più appetitosi i pochi, e spesso soliti ingredienti. In quasi tutte le cucine regionali italiane troviamo tra i piatti più rinomati della tradizione quelli che hanno come protagonista il pane, quello di recupero, raffermo, che avanzava nella madia e che ovviamente non andava buttato via. Ricordo tra i più famosi : la panzanella, il pane cotto, la pappa col pomodoro, la salsa pearà, la ribollita, le pallotte.  Per non parlare delle tante versioni di torta di pane…

Da servire asciutti: semplicemente conditi con burro fuso o  come accompagnamento a un buon goulash o a verdure cotte; oppure annegati in un buon brodo vegetale o di carne. Ottimi anche in versione dolce con cuore di cioccolato, di ricotta aromatizzata o di vari gusti di composta di frutta.

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Rispetto ai classici, i gusti che a volte troviamo nei ristoranti si sono incredibilmente evoluti, aggiungendo all’impasto i più svariati ingredienti, erbe aromatiche o spezie. Dall’originale cibo povero quindi sono ora a volte serviti in sorprendenti versioni elaborate ed eleganti.

Come dicevo all’inizio io li ho assaggiati solo in età adulta e per me il loro ricordo è legato alla neve, con cui io non ho un grosso feeling. Adoro l’atmosfera delle malghe e il loro cibo, i paesaggi innevati e il loro tipico silenzio ovattato, gli altissimi abeti e i fitti boschi che sembrano abitati da folletti. Ma per favore non fatemi mettere gli sci ai piedi perchè mi innervosisco!  La sensazione di costrizione che può darmi uno scarpone da sci è per me uguale a quella che potrei sentire se mi ingessassero un piede! Inoltre odio le discese e la sensazione di scivolare! Ebbene sì, sono una delle poche persone forse che alle discese preferisce le salite. Sarà forse la mia inclinazione a voler sentire sempre tutto sotto controllo, compresa la sensazione di equilibrio stabile sotto ai piedi!

Nelle settimane passate in montagna, dopo innumerevoli lezioni e tentativi – bisogna pur sempre provarle le cose – ero finalmente arrivata alla conclusione che lo sci non era il mio sport. Quindi, mentre gli altri passavano l’intera giornata sulle piste io, una volta finite le lunghe passeggiate mattutine mi ritrovavo felice davanti a un fumante piatto di specialità locali. Ed è proprio durante una solitaria pausa pranzo che avvenne il mio incontro con i canederli: eletto subito ottimo comfort food in una freddissima giornata!

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In questa mia proposta ho aggiunto all’impasto il radicchio tardivo di Treviso IGP, verdura che adoro e che è ora nel pieno della sua stagionalità. Al radicchio di Treviso IGP dedicherò un prossimo post di approfondimento in quanto presto avrò l’opportunità di visitare un’azienda che lo produce e partecipare a una lezione sulle varie tecniche di cottura. Ma di tutto questo vi parlerò prossimamente.

Con questa ricetta partecipo all‘MTChallenge di Gennaio 2015 di Monica Giustina dedicato ai canederli

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Cosa ti occorre:

(ingredienti per 4 persone)

Per i canederli:

  • 200 g di pane bianco raffermo
  • 200 ml di latte
  • 70 g pancetta a dadini piccoli
  • 2 uova
  • 40 g parmigiano grattugiato
  • 2 cucchiaio di farina
  • 150 g di radicchio rosso di Treviso IGP
  • 1 scalogno
  • 1 cucchiaio di olio EVO
  • sale e pepe

Per il brodo vegetale:

  • 2 carote
  • 1 patata
  • 1 costa di sedano
  • 1/2 cipolla
  • 1 presa di sale grosso
  • 2 lt di acqua

Come si fa:

Mescola le uova con il latte. Taglia il pane a cubetti piccoli e aggiungi il miscuglio di latte e le uova – io non l’ho aggiunto tutto all’inizio per regolarmi bene sulla densità dell’impasto – mescola bene e lascia riposare per almeno venti minuti. A questo punto io ho aggiunto anche il rimanente latte. Nel frattempo in una padellina metti l’olio e fai stufare a fuoco basso lo scalogno tagliato a velo, aggiungi la pancetta e dopo un paio di minuti  unisci anche il  radicchio tagliato a pezzettini di circa 1 cm. Sala e fai cuocere per circa 5/6 minuti. Appena il radicchio e la pancetta si sono raffreddati uniscili al composto di pane. Aggiungi anche il parmigiano grattugiato e il cucchiaio di farina. Regola di sale e di pepe.

Prepara il brodo vegetale mettendo le verdure pulite e tagliate a pezzettoni nell’acqua fredda. Fai bollire per circa 45 minuti salando a metà cottura.

Con le mani umide forma delle palline (le mie le ho fatte di circa 5 cm di diametro) e infarinale leggermente.

Filtra il brodo e tuffaci i canederli appena accenna a bollire,  fai cuocere a fuoco basso per circa 7/8 minuti.

Scolali e servili con un’abbondante pepe macinato al momento su una salsina di Asiago che avrai preparato facendo fondere a fuoco bassissimo 200 g di Asiago DOP, una noce di burro e 100 g di panna.

Sono comunque buonissimi anche in brodo!

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  • Che meraviglia Sandra! Mi piacciono tanto questi canederli, anche perchè alla fondutina di Asiago in accoppiata con il radicchio è impossibile resistere! Li trovo molto eleganti…proprio come te! 🙂
    P.S.: come ti capisco nella tua esperienza con la neve…la sensazione degli sci ai piedi è esattamente quella che ho provato anche io…l’unica volta che li ho messi!
    Un abbraccio,
    Alice

    • Hai ragione Alice, radicchio e Asiago vanno proprio bene a braccetto.. Grazie per i complimenti, sei carina!
      E mi piace tanto trovare persone che provano la stessa mia sensazione con gli sci ai piedi, io li ho messi per settimane intere di corsi prima della felice decisione di non metterli mai più!
      Un abbraccio forte!

  • Monica Giustina

    Purtroppo non ti piacerebbe incontrarmi sulla neve, io sono una spericolata sugli sci e, anche se per un po’ di anni li ho appesi al chiodo, ora sono di nuovo presissima dalle discese, tante, lunghe e da disegnare con un sacco di curve!

    Credo che il radicchio di Treviso tardivo sia LA verdura per eccellenza. Lo amo in ogni sua forma, lo adoro abbinato ad una base sapida e rosolato, ma morbido, in modo che perda parte del suo amaro acquisendo i sapori vicini.
    Questi canederli devono essere ottimi, con quella fonduta goduriosa che li avvolge creando un sapore equilibrato e perfetto.
    Grazie per questa delicatezza!

    • Ciao Monica! In effetti sulle piste dubito mi incontrerai, in montagna è più facile incontrarmi a passeggio o a degustare qualche dolcetto in pasticceria!
      Grazie a te per aver lanciato questa bellissima sfida e avermi dato l’opportunità di mettermi alla prova con questa ricetta che non avevo mai fatto! E che in effetti è piaciuta tanto …
      Un abbraccio…

  • alessandra

    e mi sa che qui potremmo fondare il partito del radicchio di Treviso, perché anche io sono una fan sfegatata, nonché frustrata dai gusti del marito che, invece, non lo ama particolarmente. inserirlo nei canederli è una genialata, perchè il suo sapore così particolare trova nel gusto del pane lo sfondo migliore per esaltarlo, in modo “pulito”. Gli altri ingredienti concorrono allo stesso scopo e la presentazione, di assoluta eleganza, ne conferma la regalità. e io, non per niente, sono in ginocchio 🙂 brava, brava, bravissima!

    • Grazie Alessandra! Dopo queste tue meravigliose parole io quasi quasi ti spedisco una bella cassettina di radicchio di Treviso dall’altra parte del mondo, anzi io te la porterei di persona! Per il momento ti mando grande e sincero abbraccio virtuale 😉
      Grazie grazie….

  • Ale – Dolcemente Inventando

    Cara Sandra, ogni volta che passo da te, rimango sempre folgorata dalla tua eleganza e originalità. Favolosi questi canederli! Se vieni a bz, fammi sapere! Ti aspetto

    • Ciao cara Ale! Grazie per i complimenti, prossima volta che sono dalle tue parti ti avviso così almeno un caffè insieme riusciamo a prenderlo… è troppo che non ci si vede!

  • non potevo non venire a vederli i tuoi cantarelli al radicchio!!!!
    ciao sandra!!!!

    • Ciao Elisa! Quando ho fatto questi canederli mi stavo già preparando alla full immersion che ci aspettava!
      Ciaoooo!

  • Che bontà e che bellezza!!!
    Adoro il radicchio rosso di treviso e i tuoi abbinamenti sono deliziosi e le tue foto estremamente invitanti.
    Complimenti!

    • Grazie Cristina per i complimenti! Adoro talmente il radicchio che in questo periodo divento una vera “radicchio dipendente!
      Ancora grazie e ciao!

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